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	<title>Commenti per Donato Speroni</title>
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		<title>Commenti su Phileas cerca nuove avventure di Lucia Meneghin</title>
		<link>http://www.donatosperoni.it/2011/05/03/phileas-cerca-nuove-avventure/comment-page-1/#comment-2196</link>
		<dc:creator>Lucia Meneghin</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 Mar 2012 10:39:44 +0000</pubDate>
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		<description>Egregio Signor Speroni,
ho visto i dati della Sua imbarcazione, per quanto le imbarcazioni in alluminio non siano capite da tutti Le comunico che, se lo desidera, posso occuparmi della vendita. Magari ci possiamo aggiornare quando l&#039;imbarcazione sarà nel nostro marina oppure possiamo, previo accordi, già inserirla nella mia lista dell&#039;usato
Cordialmente
Lucia Meneghin</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Egregio Signor Speroni,<br />
ho visto i dati della Sua imbarcazione, per quanto le imbarcazioni in alluminio non siano capite da tutti Le comunico che, se lo desidera, posso occuparmi della vendita. Magari ci possiamo aggiornare quando l&#8217;imbarcazione sarà nel nostro marina oppure possiamo, previo accordi, già inserirla nella mia lista dell&#8217;usato<br />
Cordialmente<br />
Lucia Meneghin</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Gaspari al Mezzogiorno: un ottimo ministro in anni difficili di Donato Speroni</title>
		<link>http://www.donatosperoni.it/2011/07/20/gaspari-al-mezzogiorno-un-ottimo-ministro-in-anni-difficili/comment-page-1/#comment-2128</link>
		<dc:creator>Donato Speroni</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 07 Aug 2011 16:44:20 +0000</pubDate>
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		<description>Caro Vinicio, grazie della tua testimonianza. Un giorno dovremo scrivere in modo organico la storia di quegli anni, della speranza delusa provocata dalle leggi sul Mezzogiorno, dei grandi sprechi che ne sono seguiti. E anche del ruolo di Capitale Sud, delle belle cose che abbiamo fatto e perché no anche degli errori di valutazione...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Vinicio, grazie della tua testimonianza. Un giorno dovremo scrivere in modo organico la storia di quegli anni, della speranza delusa provocata dalle leggi sul Mezzogiorno, dei grandi sprechi che ne sono seguiti. E anche del ruolo di Capitale Sud, delle belle cose che abbiamo fatto e perché no anche degli errori di valutazione&#8230;</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Gaspari al Mezzogiorno: un ottimo ministro in anni difficili di vinicio leonetti</title>
		<link>http://www.donatosperoni.it/2011/07/20/gaspari-al-mezzogiorno-un-ottimo-ministro-in-anni-difficili/comment-page-1/#comment-2126</link>
		<dc:creator>vinicio leonetti</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 Jul 2011 09:43:56 +0000</pubDate>
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		<description>Caro Direttore, non mi sorprende la tua chiarezza nel raccontare un pezzo di storia del mio Sud. Preciso e sagace come sempre hai spiegato come il Mezzogiorno s’è bloccato anche alla fine degli Ottanta. L’avevi fatto con “Capitale Sud”, ed oggi sei riuscito a ricordarmelo. Quell’esperienza accanto a te, dalla lontanissima Calabria, è stata fertile e irripetibile. Con tantissimi colleghi che ricordo sempre con affetto e stima. 
 Anche l’indagine di CentoSud, a cui ho partecipato nel mio piccolo, ha fatto luce sulle imprese del Mezzogiorno fino a quel momento immerse nel buio più profondo. Ce n’erano di tre tipi: a)  quelle che funzionavano; b) quelle fantasma; c) quelle mafiose. Non c’erano grosse linee di demarcazione fra loro, in ogni caso tendevano tutte a non far sapere di esistere. E mettere a nudo quelle che lavoravano veniva sempre difficile.
  Il dramma vero è che dopo vent’anni la situazione non è cambiata. 
  Un caro saluto, Vinicio</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Direttore, non mi sorprende la tua chiarezza nel raccontare un pezzo di storia del mio Sud. Preciso e sagace come sempre hai spiegato come il Mezzogiorno s’è bloccato anche alla fine degli Ottanta. L’avevi fatto con “Capitale Sud”, ed oggi sei riuscito a ricordarmelo. Quell’esperienza accanto a te, dalla lontanissima Calabria, è stata fertile e irripetibile. Con tantissimi colleghi che ricordo sempre con affetto e stima.<br />
 Anche l’indagine di CentoSud, a cui ho partecipato nel mio piccolo, ha fatto luce sulle imprese del Mezzogiorno fino a quel momento immerse nel buio più profondo. Ce n’erano di tre tipi: a)  quelle che funzionavano; b) quelle fantasma; c) quelle mafiose. Non c’erano grosse linee di demarcazione fra loro, in ogni caso tendevano tutte a non far sapere di esistere. E mettere a nudo quelle che lavoravano veniva sempre difficile.<br />
  Il dramma vero è che dopo vent’anni la situazione non è cambiata.<br />
  Un caro saluto, Vinicio</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Pierferdi, perché fai così? di Cristina</title>
		<link>http://www.donatosperoni.it/2008/11/14/pierferdi-perche-fai-cosi/comment-page-1/#comment-2115</link>
		<dc:creator>Cristina</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Jun 2011 20:23:16 +0000</pubDate>
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		<description>Non mi stupisce per niente. ecco perchè della statistica non mi fido... da sempre le statistiche, i polls etc sono utilizzati solo per mettere a tacere o convincere o supportare manovre e leggi ingiuste e politici disonesti. la statistica è un&#039;arte nobile ma è stata corrotta, i suoi termini e risultati sono piegati alle necessità del momento.
Mi ricorda il Diritto, di cui tutti pensano essere esperti, vilipeso, sfruttato e non rispettato.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Non mi stupisce per niente. ecco perchè della statistica non mi fido&#8230; da sempre le statistiche, i polls etc sono utilizzati solo per mettere a tacere o convincere o supportare manovre e leggi ingiuste e politici disonesti. la statistica è un&#8217;arte nobile ma è stata corrotta, i suoi termini e risultati sono piegati alle necessità del momento.<br />
Mi ricorda il Diritto, di cui tutti pensano essere esperti, vilipeso, sfruttato e non rispettato.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su E&#8217; nato &#8220;Numerus&#8221; su Corriere.it di elio pagnotta</title>
		<link>http://www.donatosperoni.it/2011/05/09/e-nato-numerus-su-corriere-it/comment-page-1/#comment-2112</link>
		<dc:creator>elio pagnotta</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 May 2011 09:36:41 +0000</pubDate>
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		<description>Caro Donato, tanti auguri da un vecchio amico. Anche io ho ripreso a lavorare dopo un lungo periodo di break dovuto ad una &quot;piccola&quot; emorragia cerebrale. Ora sto bene e conto di leggerti spesso. Un affettuoso salito, Elio Pagnotta</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Donato, tanti auguri da un vecchio amico. Anche io ho ripreso a lavorare dopo un lungo periodo di break dovuto ad una &#8220;piccola&#8221; emorragia cerebrale. Ora sto bene e conto di leggerti spesso. Un affettuoso salito, Elio Pagnotta</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Seminario Agcom: i sondaggi sono una patacca di Fabio</title>
		<link>http://www.donatosperoni.it/2011/03/26/seminario-agcom-i-sondaggi-sono-una-patacca/comment-page-1/#comment-2107</link>
		<dc:creator>Fabio</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 31 Mar 2011 14:41:08 +0000</pubDate>
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		<description>Mi torna alla mente un passo dell&#039;esilarante &quot;L&#039;uomo di marketing e la variante limone&quot;, in cui il geniale Walter Fontana ironizzava sul &#039;rigore&#039; statistico che caratterizza certi sondaggi, nel marketing come nella politica:

&quot;La ricerca è stata effettuata su un campione mirato di nove consumatori, due dei quali non hanno risposto, uno perché all&#039;estero, l&#039;altro perché non era attento.
Alla domanda: &quot;Pensate che le aziende debbano intrattenere rapporti più stretti con le Grandi Istituzioni?&quot;, si è avuto un 28,57% di Direi di No, contro un 42,85% di Assolutamente Sì, che unito al 14,28% di Forse Sì/Perché No, porta l&#039;area del Consenso Potenziale al 57,13%. (il 57,13 è contornato da un cerchio fatto a pennarello).
Il top management della Hax Corporation ritiene che questo atteggiamento favorevole dei consumatori al contatto con le Grandi Istituzioni sia destinato a durare nel tempo, considerata anche l&#039;età media delle persone interrogate, sei anni&quot;.

La verità, come Lei osserva, è che un sondaggio fatto a regola d&#039;arte (cioè con un minimo di rigore scientifico) è costoso. Un sondaggio &quot;al risparmio&quot; serve a poco, oppure - è il mio timore - serve a dare conferme a posizioni preconcette più che a scoprire come realmente la pensa il pubblico.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Mi torna alla mente un passo dell&#8217;esilarante &#8220;L&#8217;uomo di marketing e la variante limone&#8221;, in cui il geniale Walter Fontana ironizzava sul &#8216;rigore&#8217; statistico che caratterizza certi sondaggi, nel marketing come nella politica:</p>
<p>&#8220;La ricerca è stata effettuata su un campione mirato di nove consumatori, due dei quali non hanno risposto, uno perché all&#8217;estero, l&#8217;altro perché non era attento.<br />
Alla domanda: &#8220;Pensate che le aziende debbano intrattenere rapporti più stretti con le Grandi Istituzioni?&#8221;, si è avuto un 28,57% di Direi di No, contro un 42,85% di Assolutamente Sì, che unito al 14,28% di Forse Sì/Perché No, porta l&#8217;area del Consenso Potenziale al 57,13%. (il 57,13 è contornato da un cerchio fatto a pennarello).<br />
Il top management della Hax Corporation ritiene che questo atteggiamento favorevole dei consumatori al contatto con le Grandi Istituzioni sia destinato a durare nel tempo, considerata anche l&#8217;età media delle persone interrogate, sei anni&#8221;.</p>
<p>La verità, come Lei osserva, è che un sondaggio fatto a regola d&#8217;arte (cioè con un minimo di rigore scientifico) è costoso. Un sondaggio &#8220;al risparmio&#8221; serve a poco, oppure &#8211; è il mio timore &#8211; serve a dare conferme a posizioni preconcette più che a scoprire come realmente la pensa il pubblico.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Bes: una sfida per Istat e Cnel, un&#8217;occasione per il Paese di Pietro Speroni di Fenizio</title>
		<link>http://www.donatosperoni.it/2010/12/30/bes-una-sfida-per-istat-e-cnel-unoccasione-per-il-paese/comment-page-1/#comment-1721</link>
		<dc:creator>Pietro Speroni di Fenizio</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 29 Jan 2011 11:45:52 +0000</pubDate>
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		<description>Leggo con interesse questo post, e apprendo che finalmente l&#039;Istat svilupperà degli indicatori per misurare il benessere. Leggo in particolare che ci dovrebbe essere:
-un “Gruppo di indirizzo” con la partecipazione di rappresentanti delle parti sociali e della società civile;
-una consultazione on line aperta a tutti i cittadini e 
-alcune domande specifiche nella prossima indagine multiscopo dell’Istat. 

Parlando della consultazione online aperta a tutti i cittadini, vorrei partecipare allo sviluppo del sito per tale consultazione. Questo genere di consultazioni stanno diventando sempre più comuni, spesso organizzate sul principio di permettere a chiunque di presentare le proprie proposte e di votare le proposte degli altri. 

Questa struttura ha come punto di forza il fatto di raggiungere alla fine una serie di proposte ben definite.  Il punto debole di questa struttura è che nuove proposte, o proposte presentate a metà del processo vengono facilmente sommerse, e ignorate. Indipendentemente dalla bontà della proposta stessa.

Personalmente sono laureato in matematica con un dottorato in bioinformatica. Recentemente lavoro nel campo della e-democracy per l&#039;università di Coimbra (uno dei famosi cervelli all&#039;estero). Col mio team, abbiamo sviluppato due sistemi che potrebbero essere utili in questo contesto.

Uno chiamato &quot;Vilfredo goes to Athens&quot; (Vilfredo va ad Atene), aiuta un gruppo limitato di esperti a raggiungere una risposta consensuale su una domanda aperta.

Un&#039;altro, più recente e che ancora non è stato presentato, permette di raccogliere le idee e i suggerimenti da un gruppo aperto di cittadini, mantenendo la visibilità di tutte le idee proposte. E&#039; questo secondo sistema che vorremmo proporre per la consultazione on line di cui sopra.

Cordiali saluti,
Pietro</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Leggo con interesse questo post, e apprendo che finalmente l&#8217;Istat svilupperà degli indicatori per misurare il benessere. Leggo in particolare che ci dovrebbe essere:<br />
-un “Gruppo di indirizzo” con la partecipazione di rappresentanti delle parti sociali e della società civile;<br />
-una consultazione on line aperta a tutti i cittadini e<br />
-alcune domande specifiche nella prossima indagine multiscopo dell’Istat. </p>
<p>Parlando della consultazione online aperta a tutti i cittadini, vorrei partecipare allo sviluppo del sito per tale consultazione. Questo genere di consultazioni stanno diventando sempre più comuni, spesso organizzate sul principio di permettere a chiunque di presentare le proprie proposte e di votare le proposte degli altri. </p>
<p>Questa struttura ha come punto di forza il fatto di raggiungere alla fine una serie di proposte ben definite.  Il punto debole di questa struttura è che nuove proposte, o proposte presentate a metà del processo vengono facilmente sommerse, e ignorate. Indipendentemente dalla bontà della proposta stessa.</p>
<p>Personalmente sono laureato in matematica con un dottorato in bioinformatica. Recentemente lavoro nel campo della e-democracy per l&#8217;università di Coimbra (uno dei famosi cervelli all&#8217;estero). Col mio team, abbiamo sviluppato due sistemi che potrebbero essere utili in questo contesto.</p>
<p>Uno chiamato &#8220;Vilfredo goes to Athens&#8221; (Vilfredo va ad Atene), aiuta un gruppo limitato di esperti a raggiungere una risposta consensuale su una domanda aperta.</p>
<p>Un&#8217;altro, più recente e che ancora non è stato presentato, permette di raccogliere le idee e i suggerimenti da un gruppo aperto di cittadini, mantenendo la visibilità di tutte le idee proposte. E&#8217; questo secondo sistema che vorremmo proporre per la consultazione on line di cui sopra.</p>
<p>Cordiali saluti,<br />
Pietro</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Bes: una sfida per Istat e Cnel, un&#8217;occasione per il Paese di Rosaria</title>
		<link>http://www.donatosperoni.it/2010/12/30/bes-una-sfida-per-istat-e-cnel-unoccasione-per-il-paese/comment-page-1/#comment-1713</link>
		<dc:creator>Rosaria</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 Jan 2011 14:52:48 +0000</pubDate>
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		<description>La misurazione del benessere coincide con la misurazione della felicità, o se si preferisce con la percezione del benessere? Perché, dopo aver letto oggi un sondaggio all&#039;interno del Rapporto Eurispes 2011, mi chiedo (o meglio, chiedo a Donato Speroni): come mai gli italiani più felici di vivere in Italia, a giudicare dal sondaggio, vivono nelle Isole, mentre le città siciliane risultano ultime classificate nella graduatoria stilata dal Sole24Ore sulla qualità della vita nelle città italiane? Perchè c&#039;è una così forte discrepanza tra una misura abbastanza ampia del benessere, se non della felicità, e la percezione del benessere da parte di una larga fetta della popolazione italiana?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>La misurazione del benessere coincide con la misurazione della felicità, o se si preferisce con la percezione del benessere? Perché, dopo aver letto oggi un sondaggio all&#8217;interno del Rapporto Eurispes 2011, mi chiedo (o meglio, chiedo a Donato Speroni): come mai gli italiani più felici di vivere in Italia, a giudicare dal sondaggio, vivono nelle Isole, mentre le città siciliane risultano ultime classificate nella graduatoria stilata dal Sole24Ore sulla qualità della vita nelle città italiane? Perchè c&#8217;è una così forte discrepanza tra una misura abbastanza ampia del benessere, se non della felicità, e la percezione del benessere da parte di una larga fetta della popolazione italiana?</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Bes: una sfida per Istat e Cnel, un&#8217;occasione per il Paese di Alfredo Bregni</title>
		<link>http://www.donatosperoni.it/2010/12/30/bes-una-sfida-per-istat-e-cnel-unoccasione-per-il-paese/comment-page-1/#comment-1586</link>
		<dc:creator>Alfredo Bregni</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 08 Jan 2011 19:10:42 +0000</pubDate>
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		<description>L&#039;iniziativa è di estremo interesse, e di importanza fondamentale: continuare a &quot;ragionare in termini di PIL&quot;, come dice Report, è come cercare di andare sempre più veloci, senza vedere le curve che si avvicinano e/o non considerando se nel frattempo il motore fonde.
Ci sono però anche seri timori: la finanza, dopo la crisi mondiale innescata dai subprime, doveva essere ripensata, ma non mi sembra di aver visto gran che.
Il motivo, secondo me, è che si lascia fare agli &quot;esperti&quot; e, come diceva Einstein, non si può risolvere un problema adottando il medesimo approccio mentale che ha contribuito a crearlo.
Si dovrebbe invece lasciare MOLTO spazio a idee nuove, che allarghino il problem setting, mettendo in discussione COME MINIMO il modello di sviluppo economico.
Sempre per citare qualcuno (Kenneth Boulding), chi crede che una crescita esponenziale possa continuare all&#039;infinito in un mondo finito è un folle, oppure un economista.
Buon anno,
Alfredo Bregni</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;iniziativa è di estremo interesse, e di importanza fondamentale: continuare a &#8220;ragionare in termini di PIL&#8221;, come dice Report, è come cercare di andare sempre più veloci, senza vedere le curve che si avvicinano e/o non considerando se nel frattempo il motore fonde.<br />
Ci sono però anche seri timori: la finanza, dopo la crisi mondiale innescata dai subprime, doveva essere ripensata, ma non mi sembra di aver visto gran che.<br />
Il motivo, secondo me, è che si lascia fare agli &#8220;esperti&#8221; e, come diceva Einstein, non si può risolvere un problema adottando il medesimo approccio mentale che ha contribuito a crearlo.<br />
Si dovrebbe invece lasciare MOLTO spazio a idee nuove, che allarghino il problem setting, mettendo in discussione COME MINIMO il modello di sviluppo economico.<br />
Sempre per citare qualcuno (Kenneth Boulding), chi crede che una crescita esponenziale possa continuare all&#8217;infinito in un mondo finito è un folle, oppure un economista.<br />
Buon anno,<br />
Alfredo Bregni</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Quel &#8220;7più&#8221; degli italiani: ciò che l’Istat ci dice e quello che manca di Donato Speroni &#187; Ma perché Cameron vuole misurare la felicità? E come lo farà?</title>
		<link>http://www.donatosperoni.it/2010/11/05/quel-7piu-degli-italiani-cio-che-l%e2%80%99istat-ci-dice-e-quello-che-manca/comment-page-1/#comment-1289</link>
		<dc:creator>Donato Speroni &#187; Ma perché Cameron vuole misurare la felicità? E come lo farà?</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Nov 2010 12:28:42 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.donatosperoni.it/?p=423#comment-1289</guid>
		<description>[...] poco con un comunicato con una indicazione di 7,2 per gli italiani, commentato in un mio precedente post. L’indagine inglese del 2009 è ufficiale, col bollo National Statistics. Che cosa cambia dunque [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] poco con un comunicato con una indicazione di 7,2 per gli italiani, commentato in un mio precedente post. L’indagine inglese del 2009 è ufficiale, col bollo National Statistics. Che cosa cambia dunque [...]</p>
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	</item>
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