Su questo sito trovate anche un mio curriculum completo, compreso il mio nome per l’anagrafe, Donato Cesare* Speroni, ma qui vi racconto la mia storia in due parole.

Sono un giornalista. Lavoro da oltre cinquant’anni nel mondo dell’informazione (cominciai il praticantato all’Agenzia Italia nel 1962) e ho avuto incarichi di una certa importanza nei giornali (prevalentemente settimanali economici, ma anche per un breve periodo al Corriere della Sera) e in organizzazioni private e pubbliche. Come potete vedere dal curriculum più formale, sono stato condirettore di Mondo Economico, vicedirettore del Mondo, direttore di Capitale Sud, capo ufficio studi della Montedison, direttore centrale dell’Eni, dirigente dell’Istat.

Sono nato il 12 aprile 1942, dunque mi avvicino alla boa dei 75 anni. Su questo sito ho scritto qualche riflessione sull’invecchiare in questi tempi travagliati. Insegno, scrivo libri, partecipo a progetti che mi interessano. I grandi temi globali, gli scenari futuri, sono in questa fase tra i miei interessi prevalenti. L’evoluzione della statistica, come strumento di conoscenza e di miglioramento dell’azione politica, è uno degli argomenti che mi appassionano.  Ho un blog, Numerus, sul sito del Corriere della Sera.

Nel gennaio 2012 ho pubblicato “2030 La tempesta perfetta – Come sopravvivere alla grande crisi“, il volume che ho scritto con Gianluca Comin per Rizzoli. I dibattiti stimolati da questo libro ci hanno dato molta soddisfazione.

Nel giugno 2010 ho pubblicato “I numeri della felicità – dal Pil alla misura del benessere” , nella collana The Cooper files (Banda Larga Editore srl), con prefazione di Enrico Giovannini, all’epoca presidente dell’Istat.

Faccio parte del gruppo di indirizzo Istat – Cnel incaricato di elaborare i nuovi indicatori del “Benessere equo e sostenibile” in Italia e partecipo ai lavori dell’Aiquav, l’associazione per gli studi sulla qualità della vita e a quelli del Congresso italiano di futurologia.

Nel 2009 ho pubblicato L’intrigo saudita, che ricostruisce la vicenda Eni Petromin trent’anni dopo, anche con interviste di Francesco Cossiga e Giorgio Mazzanti. Il volume (circa 400 pagine) è in libreria nella collana The Cooper files (Banda Larga Editore srl).

Mi sono occupato spesso di energia e nel 2015 ho scritto il testo del volume Mestieri Elettrici. Electric Jobs. monografia dell’Archivio storico Enel a cura di Prc Srl.

Insegno economia e statistica all’Istituto per la Formazione al Giornalismo di Urbino. Faccio parte del Club dell’Economia, che riunisce docenti e giornalisti che scrivono commenti economici e sono responsabile del sito della Onlus Una breccia nel muro – Contro l’autismo, presieduta da Alberto Zuliani.

Con Giovannini, all’epoca ministro del Lavoro del governo Letta, ho lavorato per un breve periodo con l’obiettivo di rinnovare la comunicazione di quel Ministero. ma non tutte le ciambelle riescono col buco perché il governo ben presto è caduto. Ho raccontato questa esperienza in un post su Numerus.

Mi sono anche occupato di “womenomics” per conto dell’allora Ministro per l’Europa Emma Bonino, contribuendo nel 2007 alla pubblicazione della “nota aggiuntiva” al Rapporto Lisbona sull’occupazione femminile in Italia. Sono iscritto da molti anni alla galassia radicale, anche se non posso definirmi un militante.

Dal 1999 al 2008 ho diretto Odysseus Communication, una piccola società di comunicazione da me fondata, che ha lavorato soprattutto nel campo della comunicazione pubblica e del miglioramento della comunicazione statistica in Italia e nei paesi in via di sviluppo (Paris 21, Tanzania, Botswana, Kossovo).

Che altro dire? Ho due figli: Pietro, del ‘70, matematico, che vive tra Brighton, Coimbra e Roma e si racconta sul suo blog;  Tommaso, dell’86, laureato in scienze politiche ma con una si occupa passione per l’economia verde. Con amici ha fondato a Firenze la società Treedom che offre a tutti la possibilità di neutralizzare le emissioni di CO2 con l’acquisto di alberi georeferenziati nei Paesi in via di sviluppo.

Ho una compagna, Joan Haim, che scrive per la rivista Una città  e fa volontariato a Milano a favore dei migranti, e una “famiglia allargata”  con molti affetti profondi.

Ah, un’ultima cosa. Amo navigare. Nel 2000 ho comprato uno sloop d’alluminio di dieci metri, Phileas, con il quale ho cercato  di farmi sempre delle belle vacanze  in Croazia, Grecia, Turchia.  Adesso Phileas è ritornata nel Tirreno, come ho raccontato su questo sito, e ho passato la barra a Tommaso, perché gli anni passano, la pensione induce a qualche sacrificio e anche perché altri interessi stanno diventando più importanti.

Di solito mi trovate a Roma, a Milano da Joan o nella mia casa di Castellina Marittima (Toscana) da dove posso lavorare nella tranquillità più assoluta e ogni tanto dare un’occhiata al mare.

Sono su facebook e su twitter (@dospe) , la mia mail è nomecognomechiocciolagmailpuntocom

Aggiornato il 6 gennaio 2016

(*)In realtà quel Cesare era solo un omaggio al nonno materno: nessuno mi ha mai chiamato così, solo chi ogni tanto mi trovava troppo autoritario. Accadde che, registrando la mia nascita, i miei genitori si dimenticarono di far mettere una virgola tra i due nomi. E così ufficialmente ho un nome composto. Quando l’anagrafe di Roma se n’accorta ho dovuto persino cambiare il codice fiscale.