Riscoprire Sylos Labini, socialista liberale

16 marzo 2010 | 23:40 | Amarcord,Economia italiana,Libri

“Forse tra cinquant’anni, quando sarò appollaiato su una nuvoletta, mi daranno ragione. Ma per adesso vengo ritenuto un anomalo, un eterodosso”. Diceva così l’economista Paolo Sylos Labini nel libro intervista al giornalista di Repubblica Roberto Petrini. Dall’uscita del testo (Un paese a civiltà limitata, Laterza) sono passati nove anni, e da cinque Sylos se n’è andato sulla nuvoletta, ma già oggi, senza aspettare mezzo secolo, la sua impronta è forte, il rimpianto vivissimo. Si è visto lunedì 15 marzo al Piccolo Eliseo di Roma, alla lettura scenica dell’intervista fatta da Neri Marcorè. Ingresso libero, lunghe code di gente tanto che molti non sono riusciti a entrare, prolungati applausi che non andavano soltanto al bravissimo Marcorè e all’allestimento di Cristina Comencini, ma innanzitutto a lui, l’uomo di sinistra che non ha mai creduto in Marx, che per primo ha avuto il coraggio di segnalare il declino anche numerico della classe operaia in Italia, a costo di farsi bollare come “economista borghese”. Leggi tutto…

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La società del lavoro impalpabile

24 febbraio 2009 | 12:25 | Economia italiana,Futuro,Statistica

La “quantità di lavoro” impiegata da un sistema economico è un insieme determinato? La domanda è tutt’altro che teorica. L’Istat per esempio ci dice che l’Italia per fare il suo Prodotto interno lordo, compresa la ricchezza creata dall’economia sommersa, ha bisogno di circa 25 milioni di “unità di lavoro”, cioè di persone che lavorano a tempo pieno.
Che cosa cambia se questa “quantità di lavoro” è fornita secondo mix differenti? Per esempio con più anziani e meno giovani, o con un maggior apporto delle donne alle attività produttive? E’ vero che, come pensano molti politici, il lavoro che si dà agli uni viene tolto agli altri? Che se per esempio si ritarda l’età pensionabile si rinvia l’ingresso dei giovani nel mondo del lavoro?
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Il paradosso dei consumi e la sobrietà di Napolitano

4 gennaio 2009 | 16:51 | Economia italiana,Futuro,Globalizzazione,Politica italiana,www.fainotizia.it,www.terzarepubblica.it

Tra il bisogno di mantenere gli stessi consumi del passato per ridurre i danni della crisi economica e l’esigenza di cambiare il modello di sviluppo per far fronte alla scarsità di risorse a livello globale c’è un’evidente contraddizione. Nel suo messaggio di fine anno Napolitano ha indicato una strada per trasformare la crisi da pericolo in opportunità, secondo l’indicazione dell’ideogramma cinese, etimologicamente falsa, ma comunque piena di saggezza. Leggi tutto…

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Sessanta milioni d’italiani non sono pochi…

29 novembre 2008 | 17:23 | Economia italiana,Futuro,Politica italiana,Statistica,Unacittà,www.fainotizia.it,www.terzarepubblica.it

La popolazione ha ripreso a crescere: quest’anno abbiamo superato “quota sessanta”. Siamo già oggi uno dei Paesi più affollati d’Europa, con effetti negativi sull’ambiente e sulla qualità della vita. Sarebbe opportuno mantenere la popolazione a questo livello; ci sarebbe comunque spazio per una immigrazione abbastanza consistente, alla quale offrire migliori politiche di accoglienza e integrazione. Leggi tutto…

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L’Europa ha deciso: donne in pensione più tardi

19 novembre 2008 | 22:56 | Amarcord,Economia italiana,Europa,Unacittà,www.fainotizia.it,www.terzarepubblica.it

Quasi nessuno si è accorto che la Corte di Giustizia europea ha deciso a favore dell’equiparazione dell’età pensionabile per uomini e donne. L’Italia non potrà ignorare questa sentenza, perché rischia di pagare penali molto elevate. Il precedente governo, con Emma Bonino, aveva indicato un percorso graduale per risolvere questo problema ed investire nelle politiche di conciliazione tra lavoro e famiglia al fine di aumentare l’occupazione femminile. Leggi tutto…

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Pierferdi, perché fai così?

14 novembre 2008 | 0:48 | Economia italiana,Media,Politica italiana,Statistica,Unacittà,www.fainotizia.it,www.terzarepubblica.it

“Le famiglie italiane sotto la soglia di povertà sono passate in un anno da due milioni e mezzo a sette milioni e mezzo”. Quando ho sentito Pierferdinando Casini fare questa affermazione, nel corso del dibattito promosso da Società aperta il 4 novembre a Roma, ho fatto un salto sulla sedia.
Per caso mi ero appena stampato la nota che l’Istat aveva diffuso quel giorno stesso. In realtà, dal 2006 al 2007 le famiglie povere sono passate da 2milioni 623mila a 2milioni 653 mila, mentre gli individui in povertà da 7milioni 537mila a 7milioni 542mila. In percentuale, le famiglie povere sono rimaste all’11,1% del totale e gli individui in povertà sono scesi dal 12,9 al 12,8%. Insomma, la situazione era rimasta stabile, altro che povertà triplicata.
Pur non conoscendo personalmente Casini, mi sono permesso di portargli il comunicato Istat e di fargli presente l’errore. Leggi tutto…

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La governance, Tremonti e le elezioni

18 marzo 2008 | 22:46 | Economia italiana,Europa,Globalizzazione,Politica italiana

Per concessione dell’editore, pubblico sul mio sito, in italiano e in inglese, l’articolo che ho scritto sul n. 18 di East, Europe and Asia Strategies. Si tratta di una lunga riflessione sulla necessità di una governance globale, che prende spunto da quanto sta accadendo in alcuni settori: ambiente ed energia, finanza, commercio internazionale.
L’articolo è stato scritto in gennaio. Mi sembra che gli eventi di questi ultimi due mesi abbiano rafforzato l’esigenza di un sistema globale di governo che, in mancanza di un potere centrale, non può che sostanziarsi in una serie di accordi tra gli stati nazionali: è questo appunto il senso della parola “governance” applicata alle relazioni internazionali. Leggi tutto…

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Perché tutti si sentono più poveri

2 marzo 2008 | 17:54 | Economia italiana,Media,Statistica

“Non ci credono neanche le nostre mogli…”. Mi capita spesso di imbattermi nella frustrazione di economisti e statistici, convinti che gli indici dei prezzi sono sostanzialmente corretti, ma che devono combattere con l’incredulità generale e con la convinzione che “i prezzi sono raddoppiati con l’euro, mentre gli stipendi sono rimasti uguali”.
C’è in Italia una generale percezione che il Paese si stia impoverendo e che “la gente non ce la fa ad arrivare a fine mese”. Fosse anche una sensazione esagerata (ne parleremo), resta il fatto che questo è un sentimento che si amplifica attraverso i mezzi di comunicazione, modifica i comportamenti economici, finisce coll’incidere pesantemente sulla politica.
A questo sentimento contribuiscono anche errori di comunicazione come quelli commessi dall’Istat nel diffondere senza adeguate spiegazioni ex ante l’indice sugli acquisti più frequenti (si veda a questo proposito il mio precedente post e il bell’articolo di Dario Di Vico), strumentalizzazioni da parte di associazioni di consumatori, dati diffusi da istituti di ricerca poco attendibili e persino l’agenzia stampa dei vescovi che ha presentato il nuovo dato come la “vera inflazione”.Come stanno davvero le cose? Leggi tutto…

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Quel pasticciaccio brutto dei nuovi indicatori dei prezzi

24 febbraio 2008 | 19:47 | Economia italiana,Media,Statistica

La tabella sui beni “ad alta frequenza di acquisto” diffusa venerdì 22 febbraio dall’Istat ha creato una bella confusione politica, tanto che il presidente dell’Istituto Luigi Biggeri ha dovuto spiegare la natura di questi dati con ampie interviste rilasciate ai maggiori giornali. Tra l’altro, il sito dell’Istat è rimasto inaccessibile per buona parte del sabato, e questo non ha certo facilitato il lavoro degli studiosi che cercavano di interpretare la bomba statistica scoppiata il giorno precedente, con la diffusione del solito comunicato sui prezzi al consumo relativo al mese di gennaio, ma anche di una nota di approfondimento che conteneva appunto la tabellina esplosiva.
Cerchiamo di capire il vero senso dei nuovi dati, utilizzando anche le ampie informazioni metodologiche fornite dall’Istat. Leggi tutto…

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La domanda di Libero Grassi

8 settembre 2007 | 16:44 | Amarcord,Economia italiana,Media,Nord e Sud,Persone,Politica italiana

In a public debate in Palermo, Libero Grassi, the entrepreneur who was later killed by Mafia, asked me if my journalism was more similar to playing tennis or ping pong. His question could now be put to his colleagues, who proclaim that the ones who pay the “pizzo” will be expelled from Confindustria.

Si parla molto, in questi giorni, di Libero Grassi, l’imprenditore ucciso dalla mafia nel 1991. Vorrei aggiungere un ricordo personale. Nel 1988 con Paolo Panerai, l’editore del gruppo Class, eravamo a Palermo Leggi tutto…

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